Matteo Sedda

FUCK ME BLIND


20 dicembre 2025 h 19:00
Cango Cantieri Goldonetta
Cango Cantieri Goldonetta
Via Santa Maria, 25
Firenze

idea e regia Matteo Sedda
coreografia e performance Marco Labellarte, Matteo Sedda
suono Gio Megrelishvili
drammaturgia e disegno luci Margherita Scalise
creazione costumi Maarten Van Mulken
mentorship Igor Urzelai Hernando, Moreno Solinas
produzione Fuorimargine – Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna
coproduzione Théâtre de Vanves / Scène conventionnée dʼintérêt national « Art et création » pour la danse et les écritures contemporaines à travers les arts FR; con il sostegno di Grand Studio BE; residenze SʼALA – spazio per artist* IT, Con lʼaiuto di Ad Lib – Residenze Belgio LIBITUM BE, Destelheide BE, Residenza presso lo Studio Thor, con il supporto della compagnia Thor / Thierry Smits BE, Festival Pedra Dura PT, Bora Bora DK, BAMP BE; ringraziamenti FESTIVAL DE GENRES FR, Aids, archives, and arts assemblies in Belgium BE, oester BE, LILA Cagliari IT) e Benoit Van Aken; progetto vincitore di DNAppunticoreografici promosso e sostenuto in collaborazione tra Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival, Triennale Milano Teatro, Centro di Produzione della Danza Cango/Firenze, Operaestate Festival/Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, Lʼarboreto – Teatro Dimora di Mondaino
foto Vibe Stalpaert

FUCK ME BLIND è un duo coreografico ispirato a Blue, film-testamento di Derek Jarman. In questo film, Jarman fa della sua fine imminente, dovuta alle complicazioni legate allʼAIDS lʼultima e attiva giustificazione della sua esistenza. Ne nasce una pellicola in cui lʼunica immagine è un piano fisso dellʼInternational Klein Blue: unʼimmagine immobile eppure attiva, fisica. Unʼimmagine che dà inizio a una rotazione dei corpi proiettati verso lʼinfinito.
Per FUCK ME BLIND, Matteo Sedda utilizza gli stessi strumenti non narrativi del film di Jarman per creare a sua volta unʼesperienza ipnotica che intreccia i corpi in un paesaggio omoerotico. Spinti dalla forza centrifuga, i danzatori si avvolgono, si deformano e si plasmano lʼun lʼaltro, mentre Eros e Thanatos si penetrano reciprocamente. Girano e continuano a girare in un equilibrio fatale e inesorabile, fino a evocare una nuova danza homo-folk, come unʼultima e attiva giustificazione delle loro esistenze.
Se nel film di Jarman il blu diventa corpo, in FUCK ME BLIND sono i corpi a diventare blu.