Chiara Bersani

L’animale


10 dicembre 2025 h 20:00
11 dicembre 2025 h 20:00
Cango Cantieri Goldonetta
Cango Cantieri Goldonetta
Via Santa Maria, 25
Firenze

scena e luce Valeria Foti
con la collaborazione di Richard Gargiulo e Sergio Seghettini
drammaturgia vocale Francesca Della Monica
accompagnamento alla drammaturgia Giulia Traversi
accompagnamento alla creazione Marco D’Agostin / Elena Giannotti
promozione e cura Giulia Traversi
supporto al processo creativo Federica Della Pozza
logistica e organizzazione Eleonora Cavallo
amministrazione Chiara Fava
produzione corpoceleste c.c.0.0 #
co-produzione Swans never die un progetto di Lavanderia a Vapore – Centro di Residenza per la Danza (Piemonte dal Vivo – Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo, Coorpi, Didee Arti e Comunicazioni, Mosaico Danza, Zerogrammi); Operaestate Festival Veneto e Centro per la Scena Contemporanea CSC Bassano del Grappa; Triennale Milano Teatro; Fondazione Teatro Grande di Brescia; Festival Bolzano Danza – Fondazione Haydn; Gender Bender Festival; “Memory in Motion. Re-Membering Dance History (Mnemedance)” – Università Ca’ Foscari Venezia; DAMS – Università degli Studi di Torino, Azienda Speciale Palaexpo – Mattatoio | Progetto Prender-si Cura
con il supporto di Centrale Fies (Dro, ITA) Fabbrica Europa (Firenze, IT)
foto Rebecca Lena

L’animale è immobile. L’animale è una casa. L’animale è un monumento ai caduti. L’animale è caduto? No. L’animale era sotto il tavolo quando tutto è caduto. L’animale viaggia?

No. Ci sono troppi detriti. Potrebbe farsi male. Più di così? Più di così si muore. L’animale sente i fantasmi. L’animale li ha scelti.
Se si vuole incontrare l’animale, bisogna chiedere il permesso.
Chiara Bersani

In questo solo Chiara Bersani si avvicina a La morte del cigno, originariamente coreografato da Michel Fokine per la superba Anna Pavlova nel 1905. L’artista attraversa la tradizione, la tradisce, la supera per viverla per corpo e voce. Cosa succede quando guardando la profonda notte riusciamo a riconoscerci attraverso il canto? La drammaturgia vocale e sonora si ispira a John Cage, lo spazio è un luogo denso, in cui il movimento, i colori, lo spostamento dell’aria e le intenzioni diventano carne di ciò che è stato, di ciò che cresce, muta, si spegne, si trasforma, si trasmuta in un fantasma.