
Un corpo a corpo tra parola e danza. Virgilio Sieni attraversa Le ceneri di Gramsci invitando alla riflessione sulla condizione umana nella società contemporanea. Proseguendo la sua personale e unica ricerca sui linguaggi del corpo, plasma la danza sulla parola poetica di Pasolini, in un flusso gestuale, pittorico e sonoro che cita il suo ricco percorso artistico a partire dalle Variazioni Golberg di Bach. La parola poetica in Ma che serve la luce? dà il ritmo e prepara lo spazio alla voce sussurrata dal coreografo e danzatore fiorentino. Il suo gesto diventa suono, regolando così ogni danza secondo le declinazioni cantate dalle parole del poeta di Casarsa in un susseguirsi di frammenti che, tra battiti, strisciamenti e spazi del respiro, creano un dialogo a distanza. Un continuum che porta dall’immagine estetica alla spiritualità.
In a duel between words and dance, Virgilio Sieni shapes actions around Pasolini’s poetry. Action becomes sound in a continuously-evolving flow of fragments of breath and beats, drawing the aesthetic towards the spiritual.
dal poemetto Le ceneri di Gramsci (1954) di Pier Paolo Pasolini
coreografia, regia, spazio e interpretazione Virgilio Sieni
voce registrata Pier Paolo Pasolini
musica a cura di Virgilio Sieni (Johann Sebastian Bach, William Basinski, Odetta Holmes)
luci Virgilio Sieni, Marco Cassini
disegno del suono Mauro Forte
produzione Teatro della Toscana e Centro Nazionale di Produzione della danza
Cango/Firenze con il sostegno di MiC Ministero della
Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze
si ringrazia Mimmo Cuticchio per aver donato Ossatura/Pupo palermitano