
La Stasis, nella polis, indica “il levarsi in piedi dei cittadini nella forma estrema del dissenso”. Così le danze assumono l’aspetto di preghiere che alleano i corpi al diritto politico e plurale di apparizione, corpi che si mostrano insieme ad altri, secondo liturgie che muovono verso l’amicizia. Opporsi alla guerra avviene in uno spazio intimo e meditativo. Sono danze che non combattono, ma indicano alternative come l’impegno, l’attenzione, la forza di restare presenti e uniti attraverso il contatto e la vicinanza.
I danzatori cercano forme di alleanza liberando i gesti da ogni schema imposto e nel danzare insieme qualcosa si smuove, provocando un rimescolamento intimo, non solo fisico, ma totale, olistico, generato dall’incontro con il corpo degli altri.
– Virgilio Sieni
coreografia, spazio, luci Virgilio Sieni
musica originale Ascari
danzatori Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Vanessa Mattei Scarpaccini, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo, Linda Pierucci, Virgilio Sieni
collaborazione alla drammaturgia Gabriella Ripa di Meana
iconografia fotografica Paolo Pellegrin
produzione Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango / Firenze, TPE – Teatro Piemonte Europa, Fondazione Teatro della Toscana
prima assoluta