
coreografie Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
musiche originali Bruno Dorella
con Carolina Amoretti, Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Andrea Dionisi, Agnese Gabrielli, Marco Maretti
scene e luci Marco Valerio Amico
costumi Rhuena Bracci
produzione Nanou Associazione Culturale, Ravenna Festival, Operaestate Festival Veneto, Hangartfest
sostegno Anghiari Dance Hub, Teatro Sociale Gualtieri, Ravenna Ballet Studio, AMAT
contributo MIC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna
foto Zani Casadio
Il gruppo nanou da vent’anni incentra la propria ricerca su una danza dell’ascolto che si fa architettura percettiva e visione da attraversare. redrum, Premio Ubu-Miglior spettacolo di danza 2024, è un omaggio a Shining, già dal titolo acronimo, con riferimento sia alla versione letteraria di Stephen King che a quella cinematografica di Stanley Kubrick. L’installazione coreografica evoca l’idea di un luogo inesistente ma familiare, capace di scatenare un immaginario conturbante popolato da fantasmi e da ricordi in cui si perde il confine tra realtà, sogno e desiderio. Ad amplificare questi scenari è l’impianto sonoro del lavoro affidato a Bruno Dorella, artista che con le sue composizioni ricalca e innalza la portata dell’immaginario della compagnia. «Una mise en space magistrale e in tanta danza orchestrata con vera cura».
Ubu Prize winner in 2024, redrum by gruppo nanou pays homage to Shining. A choreographic installation that hovers between dream and reality, in which dance becomes perceptive architecture over original music by Bruno Dorella. A work that has been called “masterful.”
30 aprile 2026 dalle 9.30 alle 12.30
Cango, Via Santa Maria 25
Il linguaggio di Nanou nasce dall’incontro tra due pratiche che condividono il corpo come luogo di costruzione.
Il lavoro di Rhuena Bracci si concentra sulla relazione tra carne e tempo. Il corpo è inteso come materia sensibile, attraversata da stati, intensità e trasformazioni. La pratica indaga una soglia: un corpo non più quotidiano, ma non ancora performativo, in cui il movimento si organizza a partire da una disponibilità percettiva e da una qualità di presenza. Il lavoro di Marco Valerio Amico si sviluppa come costruzione di un sistema coreografico. Il corpo è attraversato da regole, dispositivi e condizioni che generano organizzazioni del movimento. Si tratta di attivare un linguaggio: un alfabeto che si compone nel tempo, dove la coreografia emerge come struttura flessibile, condivisa e continuamente riscritta.
Nel laboratorio, queste due direzioni si intrecciano: da un lato l’emersione di uno stato del corpo, dall’altro la costruzione di un sistema coreografico. Il lavoro procede per accumulo, deviazione e ascolto, mettendo in relazione struttura e sensibilità, regola e trasformazione.
Il laboratorio è gratuito su prenotazione.
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