Gitanjali – New Delhi


di Virgilio Sieni
in collaborazione con Franco La Cecla

Sul “saperci fare” con la terra
Da quando Andrea Anastasio è stato nominato, per chiara fama, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Delhi abbiamo cominciato a discorrere su quale sarebbe stato il fil rouge dei suoi prossimi anni di lavoro. Ne è venuta fuori l’idea che sarebbe molto appropriato e fedele alla chiamata dei tempi fare di questa occasione un modo di riflettere su cosa è e come può esprimersi oggi la compassione come forma di vita nella quotidianità. Mai come adesso che i dubbi sulla natura umana si addensano sul nostro capo, credere che invece essa si possa esprimere nel minuto dell’abitare, nella frenesia delle città, nella irruzione dei conflitti e che sia una risorsa, una facoltà umana incancellabile e legata alla reciprocità sembra una sfida inevitabile.
Dentro a questo quadro si è sviluppato un progetto di collaborazione con Virgilio Sieni. Abbiamo ravvisato in lui qualcuno che possa essere capace di assorbire dalla quotidianità di Delhi lo stimolo per esprimere in gesti, pratiche e coinvolgimenti con la gente comune un progetto di dignità rispetto a coloro il cui saper fare perpetua il benessere urbano ma rimane invisibile.
Si è subito pensato ai giardinieri, sia per il valore che all’idea di giardiniere, gitanjali, viene dato nella poesia e nella letteratura indiana, sia perché in una città come Delhi i giardini sono la chiave per l’umanizzazione di una metropoli immensa e a volte spietata. I giardinieri, spesso dalit, situati in una condizione particolare di quasi intoccabili perché “toccano la terra” sono invece la garanzia che essa dia frutti e fiori, fragranze e frescure, ombre e ispirazioni.
Questo primo approccio ci ha ispirato nel coinvolgere Stefano Savona, regista e documentarista italiano di cui sapevano la sensibilità al mondo indiano e in generale la capacità di silenziosamente porsi in osservazione ed ascolto e riportare la realtà con fedeltà e passione allo stesso tempo.
Questo nostro team si è trovato ad aprire dunque, letteralmente, le danze nel mese di aprile 2024 con l’intenzione di porre le basi per un lavoro duraturo.
Infatti, nella scia dell’attenzione alle arti del “saperci fare” fare, prendersi cura e costruire con la terra ci è venuta l’idea di una trilogia che comprenda i giardinieri di Delhi, i suoi pulitori e i manovali.
Franco La Cecla

Anno di produzione: 2024

di Virgilio Sieni
in collaborazione con Andrea Anastasio, Franco La Cecla, Stefano Savona
un progetto dell’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi
a cura del Centro di Produzione della Danza Cango/Firenze
foto e disegni Virgilio Sieni