Lo spazio ventoso
di Virgilio Sieni
“Physis deriva dal verbo phyo, che probabilmente significa soffiare, gonfiarsi o crescere, trasmettendo l’accezione di germinare o fiorire, produrre, aprire o schiudere. La parola Physis indica così un processo di modellamento, di formazione e deformazione, ossia divenire altro dalle cose che muovendosi entrano in strane congiunzioni tra loro.
È possibile inoltrarsi nel soffio dello spazio e delle cose? Si può immaginare questo slancio come la possibilità che ci è data di riconsiderare il nostro approccio all’altro e allo spazio?
Proveremo ad assaporare il senso dell’origine per comporre una sequenza abitata di silenzi e vuoti: farsi ricercatori del gesto in funzione degli altri. Uno spazio attraversato dalle forme nomadi dello spostamento, l’uno accanto all’altro, secondo traiettorie circolari e avvolgenti, mai dirette. Nelle declinazioni di uno spazio trattato nel nascosto delle sue tracce emerge, fluviale e ventosa, la danza che si abbevera della tattilità pittorica, richiamata dalle opere del Beato Angelico in San Marco a Firenze”.
Virgilio Sieni
progetto coreografico di Virgilio Sieni
collaborazione e azione di Jari Boldrini, Claudia Catarzi, Francesco Collavino, Marco Fichera, Beatrice Gatti, Maurizio Giunti, Andrea Bianca Maragliano, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo, Linda Vinattieri, Virgilio Sieni
nell’ambito di Abitare il museo/Il corpo dell’arte. Il museo come luogo di consapevolezza ed emancipazione dell’individuo
produzione Centro di Produzione della Danza Cango/Firenze