
Braille
Un progetto di Virgilio Sieni, realizzato dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango / Firenze, in collaborazione con Regione Toscana, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Consiglio Regionale Toscano ONLUS, Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi e Centro Culturale di Teatro Aps – Accademia Teatrale di Firenze
Resistere alla separazione, abitare il tremore. Virgilio Sieni celebra i 100 anni della Stamperia Braille della Regione Toscana con un palinsesto di lezioni sulla tattilità, spettacoli come Danza cieca e due performance in prima assoluta: Filastrocche Braille e Deposizioni al buio e in luce. Un percorso attraverso il corpo, nel quale la “mancanza” diviene congiunzione e scoperta dell’altro. Visioni aurorali che trasformano la diversità in un territorio fertile e poetico, rivolto alla cittadinanza e alla memoria del futuro. Un’esperienza collettiva per abitare lo spazio attraverso il tatto e la cura dell’individuo.
“Il progetto Braille cerca di approfondire i contesti di trasmissione quali atti d’inclusione e di libertà dell’individuo.
Braille rivolge l’attenzione alle forme di vita come atto di resistenza, intendendo con esse la possibilità che è data all’uomo nella funzione della libertà, la libertà di fare e non fare, agire e non agire, o il fare diversamente. Resistere è dunque inteso come un’azione dal di dentro, rivolta all’unione delle cose, come per esempio accade nell’opera di Johan Sebastian Bach che resiste alla separazione del sacro dal profano.
In questo senso la “mancanza” è considerata una congiunzione tra le cose diverse, dove la perfezione è necessariamente sempre tremolante nel divenire forma d’incontro e di assimilazione reciproca. La mancanza non è solo una cosa in più, ma apre la mente e le azioni degli uomini verso un operare sorgivo nella ricerca di nuove e auspicabili forme dell’abitare.
Forme che sempre più richiedono nella nostra società uno sguardo profondo sull’accessibilità tattile, la geografia emozionale, il sussurro al posto del vocio invadente, la tenuità della luce in sostituzione dell’abbaglio accecante e arrogante. Intendiamo riflettere su una morfologia articolata di percorsi ricca di richiami e ascolti al posto di un’invadenza dell’immagine, sui sentieri aurorali in alternativa ai tragitti obbligatori che impongono posture asfissianti e patologiche.
Dunque, con questa proposta, ci rivolgiamo alle cittadine e ai cittadini, alle istituzioni, alle persone non vedenti così come alla cecità della società che tutt’oggi si arrovella in contorsioni dove permangono inascoltate le domande che il mondo sta rivolgendo urgentemente sull’ecologia e la spiritualità, domande sul farsi della comunità che viene e accoglie come ipotesi percorribile di una convivialità nel presente; domande sul senso delle esperienze poetiche intese come territorio fertile, contemporaneo, antropologico, sociale, da tramandare alle nuove generazioni.
Il progetto alimenta l’incrocio tra argini disciplinari e istituzionali percorrendo le strade dei linguaggi poetici del corpo unitamente alla cura dell’individuo e la rigenerazione degli spazi. La proposta è un invito a considerare i fatti e gli atti del corpo nelle declinazioni del gesto come sfida ecologica e politica al visibile, gesti intesi al pari di dispositivi necessari nel discorso dell’inclusione.”
-Virgilio Sieni
28 marzo 2026 h 01:00 → 02:00
Firenze
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