MACCHIE
Livorno
un progetto di Virgilio Sieni
6/7/8 LUGLIO 2026 h 17.30 > 20.00
Granai del Museo Civico Giovanni Fattori
Atelier sul gesto
Rivolto a cittadine e cittadini, performer, attori, danzatori, di qualsiasi età e abilità
9 LUGLIO h 18.30
Granai del Museo Civico Giovanni Fattori
Macchie
coreografia Virgilio Sieni
con cittadine e cittadini, performer, attori, danzatori
musica Claudio Laucci
produzione Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze
durata: 10’
Macchie è la performance esito dell’Atelier sul gesto, ideato e condotto da Virgilio Sieni. L’azione si rivolge al modo umanissimo di disporre i gesti nello spazio condiviso. Non richiede solo l’ascolto e il rispetto degli altri e dei luoghi, ma la capacità che ci è data di liberare insieme le posture, per ampliare ogni volta i margini della prossimità. Nel sistema di spazi composto da Villa Mimbelli, dai Granai e dalla natura circostante, nasce un laboratorio di ricerca che elabora i temi della democrazia dal punto di vista del corpo, inteso come un’apertura al mondo nell’atto dell’invenzione del quotidiano. I luoghi frequentati conservano un nucleo importante di opere di artisti livornesi, toscani e italiani racchiuse in quel periodo storico, tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900, in cui assistiamo agli sviluppi del movimento dei Macchiaioli.
La macchia è il tratto in cui il gesto istintivo incontra la superficie, dando luogo all’impronta quale sofisticato riconoscimento degli equilibri. Un gruppo di cittadini, insieme ad artisti, riflette sulla luce che macchia i gesti, ripristinando gli equilibri antichi del contemporaneo. Si crea così una coralità che ridisegna una geografia emozionale condivisa, dove la pittura diviene il riflesso del cambiamento, la luce l’apertura necessaria all’accoglienza e i luoghi lo spazio politico e poetico dell’equilibrio.
9 LUGLIO h 19.30 e h 20.00
Museo Civico Giovanni Fattori, Sala degli specchi
Compagnia Virgilio Sieni
Equilibrium
regia, coreografia e spazio Virgilio Sieni
interpretazione e collaborazione alla coreografia Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Vanessa Mattei Scarpaccini, Andrea Palumbo
durata: 20’
Si respira lo spazio col corpo sensibilizzato ai venti, attraversandolo secondo forme leggere d’equilibrio. La performance esplora i temi del movimento, dell’equilibrio e del tempo.
I danzatori dialogano con lo spazio circostante alternando l’azione a momenti di totale immobilità, diventando quasi delle sculture viventi. Nelle lunghe sospensioni, i corpi sperimentano la differenza tra il tempo percepito e il tempo reale. Questo gioco col tempo crea trasformazioni minime, ma visibili, nei volti e nei gesti. In questi frangenti si racchiude una trasformazione chimica e umana tra corpi e cose, che ricorda le metamorfosi di Ovidio e la natura di Lucrezio. La stanza accoglie esercizi sul corpo sospeso, che si raggruma e poi si apre in still-life respirati. Un corpo adagiato a terra, sensibile all’orizzontalità dello spazio, gioca con il tempo come un’opera d’arte. Sul suolo, i danzatori tracciano i modi e i mondi possibili di muoversi, camminare, attraversare, sostare e condividere. Questa trasformazione va oltre lo spettacolo visivo: si riflette nella psiche e nella percezione dello spettatore. Ecologicamente, ogni gesto richiede cura per evolversi nel movimento successivo, sfumando e unendosi ai corpi vicini. Si accarezza lo spazio con spostamenti leggeri e movimenti corali che creano stratificazioni fisiche. Il lavoro indaga così la risonanza tra il corpo, l’equilibrio e il gesto, mettendosi in ascolto di dimensioni invisibili e presenze angeliche. Il luogo del corpo e lo spazio intorno si uniscono, infine, in un’unica pratica di ascolto e condivisione.
Livorno
